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  Garbo [ (Cronache del Tempo Medio) ]
         

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28 febbraio 2013

MOTU PROPRIO (DE NONNULLIS MUTATIONIBUS IN NORMIS AD ELECTIONEM PRAESIDENS CONSILII ATTINENTIBUS)


(Montague Dawson, A Roll to Loo'ard, 1956)

"Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione. Forse conoscete quella barca che si chiama desiderio".

(Henry Laborit, L’elogio della fuga).




Ieri mattina in edicola ho dato un’occhiata al cartellone con i titoli dei giornali locali (lo faccio sempre, ma non li compro mai ... o quasi), un ristoratore si è tolto la vita con un colpo di fucile, era coperto di debiti, la banca ormai lo assediava e gli affari andavano sempre peggio ... lo conoscevo, nel senso che ero stato qualche volta nel suo ristorante, si mangia bene, erano gentili, e molto preparati, non si perdeva un “vinitaly”, una “fiera del gusto”, una manifestazione locale ... la crisi era evidente, nemmeno di sabato sera il locale era pieno, ma non immaginavo tanta disperazione.

E a tanta disperazione che risposte diamo? In Veneto vincono la Lega e il PDL, che governano da 20 anni questa regione con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, in Lombardia vince Maroni, sembra che i lombardi abbiano come una specie di detector che li fa puntare sempre verso il peggiore, come l’ago della bussola punta sempre al nord: Craxi, Pillitteri, la Moratti, Penati, Renzo Bossi, Nicole Minetti, Formigoni e ora Maroni ... e per giunta hanno festeggiato gridando: “Chi non salta Ambrosoli è!”.

Spero che non lo debbano rimpiangere troppo Ambrosoli, perché da adesso saranno amministrati da Maroni, sarà lui a decidere le nomine in Regione, lui a stabilire le priorità e dove andranno le risorse, lui a fare le nomine alle Asl, lui ad occuparsi di tutti i problemi regionali, ad affrontare la crisi, a gestire l’expo’, a fronteggiare la mafia del cemento che già aveva infiltrato abbondantemente la giunta precedente, in caso di terremoto, alluvioni o altre calamità naturali ma anche di semplici eventi atmosferici eccezionali, dovrete contare su Maroni.




In Abruzzo Antonio Razzi (quello che dall’IDV passò nelle fila berlusconiane, quello che diceva: “Io mi faccio i cazzi miei!”) ha battuto Paola Concia per il senato; Domenico Scilipoti (quello che ha appena dichiarato che lui e Razzi si sarebbero comportati come Saragat nel 1947, che antepose gli interessi di partito a quelli del popolo italiano ... lui e Razzi come Saragat o come Stanlio e Ollio? Insomma, Scilipoti come ... Scilipoti, nemmeno l’epiteto “munnizza” – immondizia – che gli hanno attribuito rende bene l’idea, perché la “munnizza” da quando è riciclabile ha un suo valore) è stato eletto in Calabria e Luigi Cesaro detto Giggino ‘a Purpett (quello di cui Raffaele Cutolo ebbe a dire che gli deve tanto e che faceva il suo autista) viene eletto in Campania.

Niente a che vedere con le polpette Ikea, quelle contengono carne di cavallo, mentre Giggino contiene carne ‘e pecora. Che poi, tutti a parlare delle tracce di carne di cavallo nelle polpette Ikea, il problema non è la carne di cavallo in sé invece del manzo, ma la provenienza di quel cavallo. La carne di cavallo allevato per la macellazione è pregiata, sul mercato costa più di quella di manzo o di quella di maiale, il sospetto è che il cavallo contenuto nelle polpette Ikea non sia cavallo d’allevamento, ma quello proveniente dal circuito delle corse, dopato in genere quasi quanto un broker della city di Londra o quanto un ragioniere di Busto Arsizio. Sarebbe stato, comunque, ancora più eclatante che avessero trovato tracce di legno nelle polpette Ikea, la loro durezza, la loro consistenza e la loro digeribilità lo farebbero sospettare ... e invece niente, è già difficile trovare tracce di legno nei mobili Ikea.

Ciò che mi colpisce subito è la vicenda del PD, partivano favoriti nei sondaggi, ma erano sondaggi in cui la crescita del M5S era molto sottostimata e Berlusconi era uccel di bosco in Kenia e aveva lasciato Angelino Alfano, il cui carisma è pari a quello di un paramecio o di un pesce blob o di un lemure del Madegascar, e aveva lasciato orfani i suoi fans, e sono riusciti a vincere per un pelo alla Camera e farsi superare in Senato dal PDL per numero di seggi e dal M5S per numero di voti complessivi.




La sensazione di déjà vu aleggia nell’aria, dalla “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, passando per la “bicamerale” di D’Alema, fino all’ultimo governo Prodi e alle elezioni del 2008; d’altronde hanno fatto una campagna elettorale grigia e spenta dove non è filtrato niente, sono sembrati fin troppo statici e incolori, e in cui lo slogan più efficace, quello del giaguaro, è sembrato un Bersani che imita Crozza quando imita Bersani.

Se vuoi contrapporti efficacemente a due uomini di spettacolo come Beppe Grillo e il cavalier Berlusconi o mandi avanti un comico come loro ... che so, un Crozza (che però non si faccia intimidire dal primo imbecille che lo contesta, come a Sanremo, ma che gli risponda a tono senza mostrarsi minimamente in difficoltà), oppure devi controbattere con la serietà, con l’impegno, con i progetti, con le idee e con l’affidabilità, evidenziando nei tuoi avversari la superficialità, la demagogia, l’inconcludenza, l’inaffidabilità.

Invece sia Monti, sia Bersani sono passati quasi inosservati, mentre la scena è stata occupata dalle cazzate di Silvio e dalla foga di Grillo; Bersani è apparso come quel pugile all’angolo ... non ricordo se l’ho visto in un film, uno di quelli della “commedia all’italiana”, o si tratta di una vecchia barzelletta, o di un fatto vero magari commentato da Beppe Viola o da Gianni Brera ..., pieno di lividi per i pugni presi, che chiede al suo allenatore: “Come sto andando?” e quell’altro gli risponde: “Bene, se l’ammazzi fai pari!”.

Mi piange il cuore nel vedere com’è ridotto ormai quello che era il più grande partito comunista dell’Occidente, non riesco a capacitarmi che una grande tradizione laica di giustizia, di solidarietà, di onestà, di lavoro, di lotta contro ogni forma di oppressione e di sopruso sia dispersa in questo modo.

Il PD è il primo partito ma non vince, sono parole di Bersani a risultati ancora caldi ... non è vero che è il primo partito, le cose sono più complicate, ma è vero che non vince se per vincere si intende essere in grado di governare il Paese; come se non bastasse le alternative possibili per loro sono fare un’alleanza di governo con Grillo, o con Berlusconi, oppure ritornare alle urne. Bersani, dimostrando grande ingenuità chiede a Grillo cos’ha intenzione di fare ... e te lo deve dire Grillo cosa fare? Un’alleanza con Berlusconi, auspicata dall’ala destra del partito (D’Alema, per intenderci) sarebbe un abbraccio mortale che farebbe perdere al PD quel poco di credibilità che tutto sommato gli è rimasta; ormai gran parte degli elettori non vota PD perché è convinto, ma in funzione anti-berlusconiana, come glielo spieghi ad un elettore PD che vuoi fare un governo con Berlusconi? E poi, conoscendo gli attori in causa, Berlusconi entrerebbe fingendo grande umiltà e finirebbe per sedersi lui ai posti di comando, con Bersani che gli porta il giornale e le ciabatte, magari scodinzolando e D’Alema che fa accomodare le ragazze e che gli prepara il viagra.




Anche l’accordo con Grillo è di difficile attuazione (auspicato dall’ala sinistra del partito, ancora una volta spaccato su tutto e che non riesce a mostrare una compagine unitaria interna, figuriamoci se può essere capace di alleanze esterne), non si possono improvvisare convergenze che non esistevano fino a qualche ora prima, non si può improvvisare un programma di governo fra soggetti tanto diversi. Non che sia impossibile, dico che è difficile e in ogni caso bisogna evitare sia l’effetto Prodi che l’effetto ultimo Berlusconi, due governi tenuti sotto scacco da chiunque, da Turigliatto, da Mastella, dai “responsabili” che richiedevano sempre di più ... l’Italia ha il diritto di essere governata da una compagine stabile, capace e determinata, non da armate brancaleonesche improvvisate che potrebbero cadere da un momento all’altro.

D’altra parte improvvisare qualcosa che finisca poi miseramente sarebbe la nemesi del neonato M5S, la pietra tombale del PD e spalancherebbe le porte al cavaliere facendo sprofondare definitivamente l’Italia nella crisi più nera, perché nel ridicolo ci siamo già.




Berlusconi dal canto suo è stato furbo, ha mollato il governo in piena crisi, quando avrebbe dovuto prendere decisioni impopolari, ha mollato il partito ad Alfano, lasciandogli l’ingrato compito di appoggiare i provvedimenti lacrime e sangue di Monti, ha sguinzagliato nel frattempo i suoi cani da caccia perché improvvisamente anche nei suoi giornali e nelle sue televisioni si parlasse di crisi, come se la crisi l’avesse portata con sé Monti poi, quando si è convinto che fosse passato un tempo sufficiente per l’oblio e fosse cresciuta abbastanza l’acredine verso un governo che chiede solo sacrifici e di cui non si vedono ancora i benefici, ha dato la sua zampata, ha fatto cadere Monti che appoggiava fino ad un attimo prima, ha contestato ciò che ha fatto quel governo senza badare al fatto che i suoi parlamentari ne hanno approvato ogni cosa, ha detto di aver lasciato i conti a posto, che la crisi non c’era finché c’era lui al governo o che se c’era era ben controllata, ha contestato l’introduzione dell’Imu che il suo stesso governo ha ideato e che Monti ha solo anticipato e poi ha elargito le solite promesse al vento: tolgo l’Imu, faccio il condono totale ... no globale ... meglio tombale, quattro milioni di posti di lavoro e un viaggio alle isole Mauritius ai primi cento classificati, un fornetto a microonde con griglia incorporata, un divano tre posti sciatodacs in pelle di tacchino scamosciata, con annessa Sabrina Ferilli in bikini e tacchi a spillo oppure, se preferite, Giorg Cluni che ti dice: “Immagina, puoi!” e basta, perché sa dire solo quello ... ah, sa dire anche “Nespresso, what else?”, dopo di che è meglio mettere un disco perché la conversazione is over. Il cavaliere non immaginava minimamente che ha rischiato di vincere, gli è passata proprio dalle orecchie, ancora un po’ e gli toccava governare, restituire l’Imu come promesso, i quattro milioni di posti di lavoro, dare conto del fantomatico accordo con la Svizzera e tutto il resto ... anche di tasca sua ha detto ... intanto è ancora vacante un posto da stalliere ad Arcore, ma gli altri tre milioni novecentonovantanovemila? Si potrebbe tenere in piedi un governo quanto basta per approvare una nuova legge elettorale: quella in auge per l’elezione dei sindaci, il “mattarellum”, quella tedesca o quella francese con poche varianti, da perfezionare nelle prossime legislature, solo per liberarci del “porcellum” che di danni ne ha già fatti parecchi.



Si potrebbe andare subito a nuove elezioni ... si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale ... si potrebbe poi sperare tutti in un mondo migliore ... si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale ... si potrebbe consultare una volta tanto la propria base elettorale, per capire quale orientamento predomina, visto che non è tanto in auge dar la voce ai propri elettori.

Certo che, però, non ci si capacita, si fa fatica a capire come siamo giunti fin qui, ora costringere Berlusconi alle dimissioni, d’accordo, stava tirando a campare e avrebbe solo peggiorato le cose, in pochi mesi cinque finanziarie con l’Unione Europea che scuoteva sempre di più la testa, ostaggio di Razzi, di Scilipoti, di Romano, delle inchieste finanziarie, delle inchieste su mignottopoli, un Parlamento che ormai era impegnato soltanto a sopravvivere e ad approvare leggi ad personam per evitare il carcere al Presidente del Consiglio, uomini che vengono definiti “onorevoli” che si umiliano e insultano la loro (e la nostra) intelligenza fino a votare che: “Si, loro credono che Silvio credesse davvero che Ruby fosse la nipote di Mubarak e che dunque ha agito per evitare un incidente diplomatico”.

Però, da che mondo è mondo un’opposizione dovrebbe essere pronta a governare, avere delle alleanze consolidate, un programma di governo, si sarebbe dovuto andare al voto immediatamente, invece Napolitano, Berlusconi, Bersani, Casini e altri non pervenuti si inventano Monti e il suo governo tecnico ... quasi nessuno conosceva Monti prima, né sapevamo cosa fosse lo spread, qualcuno pensava ad un nuovo tipo di ketchup all’inizio, e non siamo stati affatto lusingati da queste due nuove conoscenze.




Non bisogna dimenticare il successo strepitoso dell’M5S, non si era mai visto un movimento di protesta diventare il primo partito in Parlamento, nemmeno la Lega, che pure faceva paura, è mai riuscita a staccarsi dal 10% (quando andava come un treno) e non si è mai radicata su base nazionale, è sempre rimasta ancorata alle regioni del nord ricche e popolose; noi siamo abituati ai partiti tradizionali, che si innestano su ideologie antiche, che sono giunte a noi nella loro maturità, quando non erano più movimenti di protesta, quando la rivoluzione l’avevano già fatta altrove, quando le teste cadute erano quelle altrui e i corpi crivellati da scariche di fucilerie avevano avuto i natali altrove.

Abbiamo lottato poco per la nostra libertà e per costituirci come Stato sovrano e indipendente, sicuramente meno della Francia, della Germania, della Russia e dell’Inghilterra, le nostre guerre sono accadute più perché ci troviamo al centro dell’Europa che per rivendicazione di diritti o per gli ideali e ora ci troviamo con un movimento di protesta che più che prendere il potere blocca l’esercizio dello stesso, suo malgrado, è ovvio.

Un movimento che ha avuto ancora troppo poco tempo per crescere e per sapere cosa vuole fare, al momento è più semplice dire cosa non vuole, e per di più si è trovata ad avere questo grande successo in piena crisi economica, quando nessuno dei partiti tradizionali sa cosa fare o ha il potere per risolverla.




E certamente è influente il fatto che la sede papale, dopo aver caldeggiato la “salita” in politica di Monti, sia vacante non come avviene di solito per il decesso del pontefice, ma per abdicazione dello stesso, che il Vaticano sia in una crisi profonda con sospetti di feroci lotte intestine, di combattimenti senza quartiere (ricordate il “mordere e divorare” di Benedetto XVI° nel 2009), di fuoriuscita di notizie riservate e di dichiarazioni tutt’altro che rassicuranti del pontefice uscente, di cui l’ultima è che ci sarebbero stati momenti di difficoltà in cui: “il Signore sembrava dormire”.

Come si fa a capire e a giustificare tutto questo? Come lo spiego ai miei amici statunitensi con cui mi sento in chat di MSN quando mi chiedono cosa sta succedendo qui da noi ... come glielo spieghi Monti, il successo di Berlusconi e Giggino ‘a Purpett? Come lo traduci quest’ultimo? Giggino the Croquette? O Giggino the Meatloaf? Gli americani non si scandalizzano se viene eletto un “impresentabile”, dove comunque l’impresentabile corrisponde ai criteri democratici, uno che possieda anche il giornalino della parrocchia, o abbia un conflitto d’interessi fra ciò che possiede e ciò che vorrebbe amministrare, uno che abbia avuto o abbia guai con la giustizia è tagliato fuori, uno che è stato colto adesso o in passato, a mentire non viene considerato affidabile.

Per il resto chiunque riesca a predominare nella competizione elettorale, a convincere gli elettori, a presentarsi meglio del suo avversario, fosse pure un pagliaccio o un buffone, non hanno nulla da ridire e del resto anche l’uomo più sbagliato del mondo, non può fare grossi danni perché anche lui dovrà agire all’interno di regole e di strutture democratiche, di sistemi di controllo istituzionali e sociali che ti danno ampio margine di movimento finché ti muovi all’interno della legalità, ma rischi grosso se dovessi sgarrare.




In Italia dove ancora esistono brandelli di regole e di meccanismi istituzionali, non esiste più chi dovrebbe farle funzionare, la politica italiana è fra le più estese, farraginose, burocratiche e costose al mondo, una sorta di serraglio bizantino, ed è quella che funziona peggio; c’è di fatto una consorteria per cui chi amministra favorisce i poteri che l’hanno aiutata a vincere, che a loro volta favoriscono la classe politica mantenendola al potere e con regali, emolumenti sotto forma di risarcimenti elettorali o di favoritismi vari, l’opposizione non si oppone e ne ricava anch’essa regalie di varia entità, gli enti preposti al controllo non controllano, perché sono di nomina politica, l’informazione è imbavagliata perché o di stretta proprietà di un politico oppure controllata indirettamente attraverso continue sovvenzioni. Non esistono quasi comitati di cittadini che controllino l’operato del potere e quando si costituiscono (vedi no-TAV, Sulcis, studenti e proteste varie) vengono manganellati dalla polizia e trattati come sovversivi; del resto un’istituzione sociale stabile di controllo non è nelle corde di questa società, che protesta solo quando le decisioni non condivise sono già state prese o quando si teme un danno, la concezione democratica si limita all’esercizio del voto.




Rimane soltanto la magistratura a mantenere una parvenza di legalità, grazie ad alcuni giudici testardi e che possiedono ancora un senso della Giustizia, grazie anche all’obbligatorietà di perseguire un reato qualora ci siano fondati sospetti, ma la magistratura è oggi attaccata senza quartiere da chi in questo Paese fatica ad accettare persino le più semplici norme di convivenza, o quelle regole che dovrebbero garantire tutti ed evitare gli abusi e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, mentre viene inopinatamente osannata da chi la vede semplicemente come un mezzo per mettere in difficoltà o per eliminare un avversario politico che non si riesce a battere altrimenti.

I miei amici statunitensi non capirebbero tutto questo, è per loro inconcepibile anche solo pensare che certe cose possano accadere, allora ho fatto un estremo sforzo di sintesi e ho detto loro che in queste elezioni: un terzo degli italiani ha votato con la testa, un terzo ha votato col cuore e un terzo ha votato con il cazzo ... e che per l’italiano medio (me compreso) è difficile utilizzare tutti e tre questi organi insieme quando esprime il suo voto.






P.S. Come la Gabanelli, mi piace concludere con una bella notizia, pensate che queste persone non sono state elette e che forse non le rivedremo più: Italo Bocchino; Gabriella Carlucci; Mario Sechi; Guido Crosetto; Renato Farina; Maurizio Paniz; Oscar Giannino; Annalisa Minetti; Renzo Ulivieri; Roberto Fiore; Manuela Di Centa; Osvaldo Napoli; Franco Marini; Amedeo Laboccetta; Lorenzo Cesa (ripescato?); Rocco Buttiglione (ripescato?); Angelo Bonelli; Giorgio Gori; Paolo Ferrero; Oliviero Diliberto; Giovanni Favia; Marco Pannella; Raffaele Lombardo; Gianfranco Micciché; Luigi Alfonso Marra; Magdi Cristiano Allam.






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